Mostra d’arte contemporanea «NO SIGNAL», dell’artista Toma-Gabriel Libotyan

L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in collaborazione con la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara, organizza, dal 9 al 17 ottobre 2026, presso la Piccola Galleria, la mostra d’arte contemporanea «NO SIGNAL», dell’artista Toma-Gabriel Libotyan, a cura di Eleonora–Maria Scarlat.

L’inaugurazione si terrà venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18:00, presso la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 16:00 alle 20:00.

Il progetto fa parte di «Anuala Venețiană UVT», un programma pluriennale di cooperazione dedicato alla promozione internazionale degli artisti visivi emergenti, diplomati presso la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara, nonché al consolidamento delle relazioni culturali e accademiche tra Romania e Italia.

La mostra «NO SIGNAL» riunisce 12 opere olografiche, di diverse dimensioni, che trasformano gli oggetti quotidiani attraverso processi di digitalizzazione, moltiplicazione e artificializzazione. Sottratti alla loro funzione originaria, gli oggetti vengono trasferiti in un universo sterile e meccanico, nel quale la differenza tra originale e copia diventa sempre più difficile da stabilire. L’oggetto non è più presente come realtà materiale, ma come immagine, proiezione o simulacro, mentre ciò che era familiare assume una forma nuova, ambigua e inquietante. Il progetto prende avvio da una domanda apparentemente semplice: quando un oggetto smette di essere quel qualcosa di familiare che riconosciamo? Nelle opere di Toma-Gabriel Libotyan, questa domanda viene trasferita in uno spazio dell’incertezza, nel quale il riconoscimento non può più basarsi sulla familiarità della forma. Gli oggetti continuano a conservare tracce delle loro identità originarie, ma sono sottoposti a una trasformazione che li allontana progressivamente dal loro stato riconoscibile. Lo spazio espositivo è concepito come un ambiente oscuro, con accenti post-apocalittici, nel quale il visitatore viene privato dei consueti punti di riferimento della realtà quotidiana. In questo contesto, la simmetria, la moltiplicazione e la perfezione formale non trasmettono più stabilità, ma producono una sensazione di estraneità. Ciò che è familiare diventa fonte di inquietudine e il visitatore è invitato a una continua ricostruzione mentale di ciò che osserva. «NO SIGNAL» immagina un mondo nel quale non viene rappresentata la catastrofe, bensì l’assenza che ne è seguita. Gli oggetti quotidiani appaiono come vestigia di una civiltà scomparsa, conservati, moltiplicati e ricostruiti attraverso mezzi tecnologici. Non è chiaro se ciò che incontriamo sia un archivio, una simulazione o una realtà rimasta dopo la scomparsa dell’umanità. Questa ambiguità colloca la mostra in uno spazio intermedio tra memoria e simulazione, tra materia e immagine, tra ciò che è esistito e ciò che potrebbe essere soltanto una ricostruzione digitale.

In questa prospettiva, l’oggetto cessa di essere una semplice cosa e diventa un indice di un mondo che continua a esistere in una forma sterile e autonoma. La digitalizzazione non appare soltanto come un procedimento tecnologico, ma come un meccanismo di trasformazione della realtà e di modificazione del nostro rapporto con gli oggetti, la memoria e la rappresentazione. Attraverso l’olografia, l’artista introduce un’ulteriore dimensione di incertezza: ciò che sembra presente è, allo stesso tempo, assente; ciò che sembra materiale si rivela essere un’immagine; ciò che sembra originale può essere, in realtà, una riproduzione.

La mostra «NO SIGNAL» prosegue la serie di progetti realizzati nell’ambito della collaborazione tra l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara. La collaborazione è iniziata nel 2022 con «Transhumanika», con opere dell’artista Ionuț Dragoș, a cura di Eleonora Scarlat, ed è proseguita nel 2023 con «Touching the Fiber», dedicata alle artiste Valentina Ștefănescu e Theodora Scurtu. Nel 2024 è seguita «UVT 80», mostra dei docenti della Facoltà di Arti e Design, a cura di Remus Rotaru. Nel 2025, le due istituzioni hanno presentato la mostra collettiva «3D – Design, Dimension, Dialogue», con la partecipazione di 11 artisti, a cura di Eleonora–Maria Scarlat e coordinata da Maria Moga.

Eleonora–Maria Scarlat, curatrice della mostra, gestisce e coordina le attività artistiche della Galleria con Platani della Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara. La sua attività curatoriale è orientata alla promozione e alla contestualizzazione delle pratiche artistiche contemporanee, con un interesse per la ricerca interdisciplinare e per il sostegno agli artisti emergenti. Nell’ambito della collaborazione tra la Facoltà di Arti e Design dell’Università dell’Ovest di Timișoara e l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, ha curato diversi progetti espositivi dedicati alla presentazione dell’arte contemporanea romena in Italia.

Toma-Gabriel Libotyan è artista e dottorando nel campo delle arti visive; la sua pratica indaga le relazioni tra oggetto, immagine e tecnologia, nonché le trasformazioni che la digitalizzazione produce nella percezione della realtà. Nella mostra «NO SIGNAL», l’artista costruisce un universo visivo nel quale gli oggetti quotidiani vengono sottratti alla loro funzione utilitaria e trasposti in un regime di riproduzione, moltiplicazione e artificializzazione. Le 12 opere olografiche presentate nell’ambito della mostra mettono in discussione il rapporto tra originale e copia, tra materia e simulacro, proponendo un’esperienza visiva nella quale ciò che è familiare diventa progressivamente instabile e difficile da riconoscere.