Mostra d’arte contemporanea «Il blu delle città tra le acqua: Costanza–Venezia», dell’artista Lelia Rus-Pîrvan, a cura di Maria Bilașevschi
L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia presenta, dal 18 al 26 agosto 2026, presso la Piccola Galleria, la mostra d’arte contemporanea «Il blu delle città tra le acque: Costanza–Venezia», dell’artista Lelia Rus-Pîrvan, a cura di Maria Bilașevschi.
L’inaugurazione avrà luogo il 18 agosto 2026 alle ore 18:00. La mostra sarà visitabile quotidianamente dalle 15:00 alle 19:00.
La mostra d’arte contemporanea «Il blu delle città tra le acque» presenta 37 opere attraverso le quali l’artista esplora il rapporto tra natura e memoria, instaurando un dialogo simbolico tra le due città accomunate dall’elemento acquatico. Il percorso artistico propone una prospettiva contemporanea sull’identità culturale e sul paesaggio affettivo, in cui il blu diventa l’elemento centrale, simbolo dell’acqua, della riflessione e del legame tra il materiale e l’immateriale.
Parallelamente, la ricerca creativa di Lelia Rus-Pîrvan si amplia sul piano concettuale attraverso la serie «Pocalurilor», realizzata su carta fatta a mano, nella quale la forma diventa veicolo di introspezione e di rigenerazione simbolica. La coppa viene reinterpretata come contenitore della memoria e dell’esperienza interiore, superando la propria funzione oggettuale e trasformandosi in uno spazio di meditazione visiva. Da una prospettiva archetipica e alchemica, essa assume il valore di uno strumento di trasformazione, nel quale materia e spirito coesistono in un continuo processo di ridefinizione. L’acqua, elemento simbolico essenziale dell’intero percorso, è associata all’inconscio, mentre la coppa rappresenta la forma che la contiene e la rivela. In questa prospettiva, l’atto artistico si avvicina a una sorta di «alchimia visiva», nella quale l’introspezione diventa uno strumento di conoscenza. Le due direttrici artistiche delineano così un discorso unitario sul rapporto tra spazio, memoria e trasformazione, in cui il paesaggio esteriore – rappresentato dalle città sull’acqua – e il paesaggio interiore, espresso attraverso la simbologia della coppa, si riflettono reciprocamente. Il «blu», associato alla trascendenza e all’infinito, diventa nell’opera di Lelia Rus-Pîrvan una metafora del flusso interiore. La sua tecnica non mira alla semplice applicazione del colore, ma gli consente di respirare e di seguire la propria logica, trasformando il gesto artistico in un rituale. Attraverso linee e gocce, l’artista crea costellazioni visive nelle quali la profondità spirituale del blu e l’energia del gesto si incontrano, generando un’esperienza sensoriale che va oltre la figurazione e invita all’introspezione.
Il progetto prosegue il percorso espositivo presentato in precedenza in Uzbekistan e propone un approccio artistico fondato sul rapporto tra i diversi supporti utilizzati, la tela e la carta fatta a mano, nonché sull’impiego di colori e inchiostri colorati. Le opere esplorano il dialogo tra la materia pittorica e l’ambiente naturale, attraverso un percorso visivo incentrato sulla loro trasformazione e interazione.
„La pittura di Lelia non è una destinazione finale, ma una mappa del processo creativo che ci invita a ripensare non solo l’arte, ma anche il nostro posto nel vasto e imprevedibile paesaggio del mondo. Ogni tela ci ricorda che, di fronte all’immensità dell’universo, il vero controllo risiede nell’atto di percepire, di collaborare e di ascoltare la voce degli elementi, diventando così parte della creazione”.Maria Bilașevschi