PROPATRIA INTERNATIONAL FESTIVAL – GIOVANI TALENTI ROMENI, XVIª edizione

PROPATRIA INTERNATIONAL FESTIVAL GIOVANI TALENTI ROMENI,

XVIª edizione

Roma, Iaşi, Oradea e Alba Iulia

8 settembre 8 novembre 2026


Sede: Accademia di Romania in Roma (Viale delle Belle Arti 110, Roma)

Programma Roma:

· 8 settembre 2026, ore 18:30: “Măiastra – Brâncuşi 150” – recital concertistico di Oxana Corjos (pianoforte) e Petru Pane (clarinetto), un omaggio musicale alla personalità e all’opera del grande scultore Constantin Brâncuşi, con opere di Erik Satie, Olivier Messiaen, Darius Milhaud, Tiberiu Olah e Fazıl Say.

· 15 settembre 2026, ore 18:30: “Sorescu. Sperimentale” – performance teatrale contemporanea che propone una reinterpretazione interdisciplinare dell’opera di Marin Sorescu, attraverso teatro, musica originale e videoproiezioni.

Il programma completo del Festival può essere consultato online: https://propatriafestival.eu/

Il Festival Internazionale PROPATRIA torna tra l’8 settembre e l’8 novembre 2026 con la XVIª edizione organizzata sotto la direzione artistica di Mara Dobrescu, nota pianista di origine romena affermatasi in Francia. Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale Romeno–Italiana PROPATRIA in collaborazione con l’Accademia di Romania in Roma e con una rete di istituzioni culturali, organizzazioni e autorità locali in Romania e Italia. La XVIª edizione porterà nel 2026 il festival in 4 città d’Italia e Romania, a Roma, Iaşi, Alba Iulia e Oradea, con ben 6 eventi nel programma che riunisce artisti romeni attivi in patria e della diaspora, con la partecipazione di personalità internazionali, in concerti, spettacoli teatrali, masterclass e la Gala dei Propatria Excellence Awards.

La città che aprirà la XVIª edizione del PROPATRIA International FESTIVAL è Roma, e l’Accademia di Romania in Roma ha il grande piacere di invitarvi, l’8 settembre 2026, alle 18:30, nella Galleria Multimedia dell’istituzione per il recital concertistico di pianoforte e clarinetto “Măiastra – Brâncuşi 150” – un omaggio musicale alla personalità e all’opera del grande scultore Constantin Brâncuşi, con un programma che riunisce opere di Erik Satie, Olivier Messiaen, Darius Milhaud, Tiberiu Olah e Fazıl Say. Il recital concertistico sarà tenuto da Oxana Corjos (pianoforte) e Petru Pane (clarinetto). Gli eventi nella capitale d’Italia continueranno presso l’Accademia di Romania, il 15 settembre 2026, dalle 18:30, con lo spettacolo teatrale contemporaneo “Sorescu. Sperimentale” che propone una reinterpretazione interdisciplinare dell’opera dello scrittore romeno Marin Sorescu, attraverso teatro, musica originale e videoproiezioni. “Sorescu. Sperimentale” è una trilogia, quindi sul palco della Galleria dell’Accademia di Romania verrà messo in scena il secondo capitolo della trilogia, “Il sagrestano”, diretto da Mateea Marin e interpretato dall’attore italiano Richard Butler. La rappresentazione de “Il sagrestano” in Italia assume un significato speciale nel 2026, anno in cui viene celebrato il 90º anniversario della nascita di Marin Sorescu e ricorre il 30° della morte del poeta e drammaturgo romeno.

Informazioni sul Recital concertistico dell’8 settembre 2026

“Măiastra – Brâncuşi 150” – recital concertistico di Oxana Corjos (pianoforte) e Petru Pane (clarinetto). Constantin Brâncuşi (1876–1957), scultore, pittore e fotografo, è considerato uno degli artisti più influenti del XX secolo. Pioniere del modernismo, Brâncuşi era soprannominato “il patriarca della scultura moderna”. L’aureola di un artista faceva sì che la sua vita e la sua creazione si intersecassero con quelle dei grandi compositori europei dell’epoca.

A 150° anni dalla la sua nascita, il clarinettista Petru Pane e la pianista Oxana Corjos propongono un programma musicale che attraversa questa storia, partendo da Erik Satie – probabilmente il più stretto compagno musicale dello scultore (l’opera “Socrate” realizzata nel 1922 e nella collezione del MoMA New York gli è dedicata), proseguendo con Milhaud, Fazil Say e giungendo a Messiaen, intrepretando il famoso brano “L’Abisso degli Uccelli”. Al centro del recital c’è “Măiastra” di Tiberiu Olah, uno dei pezzi più belli scritti per clarinetto, un omaggio musicale alla personalità di Brâncuşi. Il programma del recital concertistico riunisce opere emblematiche dei compositori menzionati, personalità con cui Constantin Brâncuşi interagiva, essendo suoi amici o ammiratori.

In programma:

• Erik Satie – Gymnopedia & Gnossienne

• Olivier Messiaen – L’Abisso degli Uccelli

• Darius Milhaud – Scaramouche

• Tiberiu Olah – Măiastra*

• Fazil Say – Sonata per clarinetto e pianoforte

* La Sonata per clarinetto solo (1963) di Tiberiu Olah fa parte di un ciclo di cinque opere ispirate alle sculture di Constantin Brâncuşi. Come affermò il compositore in un’intervista, quest’opera “rappresenta la melodia, la monodia come entità, e tende a creare analogie con gli uccelli magici” – creature mitiche del folclore romeno che furono la base del ciclo di sculture “Măiastra”. Considerata una delle opere di maggior successo mai scritte per questo strumento e parte del repertorio obbligatorio di prestigiosi concorsi, la Sonata di Oláh rappresenta la metafora del volo, del distacco dalla terra.

PETRU PANE è uno dei giovani musicisti più rappresentativi della sua generazione. A soli 21 anni, ha vinto oltre 15 Premi in concorsi nazionali e internazionali e si è esibito come solista con oltre 10 orchestre filarmoniche statali. Ha vinto il Primo Premio al prestigioso concorso “Sava Dimitrov International Clarinet Competition” a Sofia e, nel 2022, ha conquistato il Primo Premio al “USA International Music Competition” (Atlanta), “Swiss International Music Competition” (Lugano), “Caneres International Music Competition” (Vienna), International Instrumental and Vocal Performance Competition (Oradea, Romania), “Birmingham International Music Competition”, “VCMA Vienna Competition” e “Euterpe Music Awards” (Berlino, 2023).

Petru Pane ha debuttato come solista all’età di 14 anni, sotto la direzione di Ovidiu Bălan. Da allora è stato invitato con ensemble come: la Royal Camerata, la Chisinau National Chamber Orchestra, la Vratsa Symphony Orchestra, la Romanian Youth Orchestra, le filarmoniche di Cluj, Sibiu, Craiova, Oradea, Bacău, Piteşti, Botoşani, Râmnicu Vâlcea, Târgu Mureş, Braşov, Ploieşti, cantando sotto la direzione di direttori come Cristian Mandeal, Gabriel Bebeşelea, Gheorghe Costin ecc. Ha tenuto recital a Berlino (Konzerthaus, Kleiner Saal), Atene (Parnassos Hall), Istanbul (Surreya Hall), Londra (Sala “George Enescu”), New York (Istituto Culturale Romeno), Amburgo (Tonali Hall), Venezia (Teatro ai Frari), Valencia (Palau de l’Exposició), Vienna, Pechino e Berlino (presso le sedi delle rappresentanze diplomatiche della Romania), Bucarest (Ateneo Romeno), con i pianisti Andrei Licareţ, Eva Garet, Oxana Corjos, Daniel Dumitraşcu, ecc. Ha vinto la borsa di studio SoNoRo (Traunstein, 2022), il “Career Project Prize” – Tizziano Rosetti Music Academy (Lugano, 2023), la Tibor Varga Academy (Sion, 2023) e gli “Eredi della Romania Musicale” (Bucarest, 2022, 2023, 2024), UNIMIR (2022, 2024), la UNMB Excellence Scholarship (2024 e 2025) e ha recentemente realizzato registrazioni speciali dell’intera sonata di Brahms per la Radio Romania.

Attualmente prosegue gli studi, sotto la guida dei professori Ion Marin e Alexander Drčar, presso l’Università Mozarteum di Salisburgo per conseguire il Diploma accademico in Direzione d’orchestra.

OXANA CORJOS rivela, attraverso ogni esibizione, un notevole talento musicale e una tecnica pianistica completa. Cresciuta in una famiglia di musicisti, Oxana Corjos ha acquisito le sue prime conoscenze musicali fin dall’infanzia, studiando con Ioana Minei e Ana Pitiş. Successivamente ha frequentato i corsi presso l’Università Nazionale di Musica di Bucarest, dove ha studiato con il maestro Dan Grigore. Ha vinto premi importanti ai concorsi di Roma (1991) e Barcellona (1986) e nel 1992 ha ricevuto il Premio “Cella Delavrancea” per l’attività meritoria svolta nel campo della cultura. Apparve in numerosi programmi radiofonici e televisivi e realizzò registrazioni speciali per la Radio Romania con opere di Bach, Mozart, Beethoven, Mussorgsky, Debussy, R. Strauss, Prokofiev, ecc., alcune delle quali sono andate in onda presso la Radio di Bruxelles. Considerata una delle più importanti presenze pianistiche della sua generazione, Oxana Corjos è tra i pochi musicisti romeni affermati dopo il 1990, con una grande attività concertistica e un repertorio impressionante – da Bach e Mozart, a Rachmaninov e Ravel – apprezzati soprattutto per l’interpretazione dei due concerti di Brahms.

Oltre all’intensa attività concertistica, Oxana Corjos insegna presso l’Università Nazionale di Musica di Bucarest. Nel tempo, Oxana Corjos ha avuto l’opportunità di collaborare con importanti direttori d’orchestra come Cristian Mandeal, Emil Simon, Jan Stulen, Jin Wang, Ilarion Ionescu–Galaţi, Misha Katz, Petre Sbârcea, Adrian Sunshine, Gheorghe Costin, Ovidiu Bălan, Corneliu Dumbrăveanu, Cem Mansur, Nicolae Moldoveanu ecc., esibendosi in concerti con la Filarmonica “George Enescu”, la National Radio Orchestra, la Radio Chamber Orchestra, oltre che con le orchestre filarmoniche più rappresentative della Romania. Ha intrapreso varie tournée in Svizzera, Germania, Repubblica di Moldavia, Spagna, Macedonia del Nord.

Informazioni sulla rappresentazione teatrale del 15 settembre 2026

Il sagrestano”, opera di Marin Sorescu risalente al 1970, è il secondo capitolo del progetto di ricerca teatrale “Sorescu. Sperimentale” diretto da Mateea Marin. È un testo radicale e intimo, costruito attorno alla figura di un uomo che affronta la fede, l’assenza di risposte, la propria intimità e il proprio fallimento, fino a raggiungere la domanda più profonda dell’esistenza: qual è lo scopo ultimo della vita? Un percorso che traccia una linea sottile tra bene e male, due dimensioni che coesistono sulla terra e che, troppo spesso, vengono considerate nella loro presunta purezza, senza comprendere le contraddizioni, le sfumature e la convivenza reciproca. Il protagonista di “Il sagrestano” vive in uno stato di isolamento e aspettativa. Il suo rapporto con Dio non è raccontato attraverso una dimensione religiosa tradizionale, ma attraverso una ricerca concreta, fisica e progressivamente esistenziale. La fede diventa così una questione personale. Non si tratta solo di credere o non credere, ma di capire quanto l’uomo sia disposto ad aspettare, a resistere e a cambiare per trovare un senso nella sua esistenza. Il testo di Sorescu, apparentemente drammatico e spesso attraversato da un sottile senso di assurdità e ironia, apre così uno spazio in cui il pubblico può riconoscere problemi universali: solitudine, dubbio, bisogno di credere, ricerca di una risposta e il rapporto dell’individuo con ciò che non può comprendere.

La prima assoluta in italiano

Uno degli elementi fondamentali di questo progetto è la sua dimensione linguistica. Nella rappresentazione teatrale del 15 settembre 2026, “Il sagrestano è stato tradotto e interpretato per la prima volta integralmente in italiano. La traduzione di Mihaela Balint, con il contributo di Richard Butler, non è solo un passo necessario per portare l’opera di Sorescu in Italia, ma costituisce un vero atto di mediazione culturale. Per la prima volta, un testo teatrale di Sorescu così strettamente legato alla cultura e sensibilità romene viene tradotto in italiano e rappresentato su un palcoscenico a Roma. La scelta della lingua italiana rende possibile amplificare la dimensione universale del testo: la ricerca dell’uomo davanti a Dio, il dubbio e la solitudine non appartengono a una sola cultura.

La regia di Mateea Marin parte proprio dalla tensione tra il carattere profondamente personale del testo e la sua dimensione universale. Le opere teatrali si concentrano sul corpo dell’attore, sul silenzio, sul ritmo, sulla ripetizione, sullo spazio e sulla relazione diretta con lo spettatore. Mateea Marin è anche la prima regista donna a percorrere l’intera trilogia teatrale di Marin Sorescu, sviluppando una ricerca personale sui tre testi Iona, Il sagrestanoe La matrice. Un percorso di ricerca che vede il testo adattato in tre lingue. Il sagrestano è ora un’opera autonoma all’interno della ricerca della regista.

MATEEA MARIN è regista, manager culturale e fondatrice dell’Associazione Ataraxia, organizzazione attraverso la quale sviluppa da oltre 16 anni progetti artistici, educativi e comunitari. Il suo percorso professionale si costruisce all’intersezione tra la creazione teatrale e lo sviluppo di contesti culturali capaci di favorire l’incontro tra artisti, comunità e tematiche rilevanti per la società contemporanea. Il suo interesse artistico si rivolge a testi e tematiche che indagano la fragilità umana, l’identità, la memoria, le relazioni familiari e i meccanismi attraverso i quali gli esseri umani cercano un senso nelle situazioni-limite. Nella sua pratica artistica, gli spettacoli non nascono come progetti isolati, ma come processi di ricerca sviluppati nel lungo periodo, attorno a domande che continuano a generare nuove prospettive e forme sceniche.

Una delle sue direzioni creative più personali è la trilogia “Il cancro, una storia d’amore”, nata dall’incontro con la storia reale di una donna a cui è stato diagnosticato un tumore e il confronto con la sua famiglia. Da questa ricerca sono risultati gli spettacoli: Il cancro, amore mio (2023), Proposta per l’immortalità(2024) e Il cancro, amore mioStoria per l’immortalità(2024). Più che una riflessione sulla malattia, la trilogia esplora la fragilità umana, l’amore, la perdita, la memoria e i meccanismi attraverso i quali le persone cercano di trovare un senso di fronte alla sofferenza e alla morte. Ogni spettacolo offre una prospettiva diversa sulla stessa esperienza: la donna che attraversa la malattia, il partner che assiste impotente e il bambino che cerca di comprendere una realtà troppo grande per la sua età.

Una seconda importante direzione della sua ricerca artistica è il progetto “Sorescu. Sperimentale”, nato dall’interesse per l’universo drammaturgico e poetico di Marin Sorescu. Il processo è iniziato con la messa in scena di Ionaal Teatro Anton Pann di Râmnicu Vâlcea e si è successivamente sviluppato in un’ampia ricerca sulla solitudine, la fede, l’identità, il corpo e i limiti interiori dell’essere umano. Da questa ricerca ha preso forma una trilogia che riunisce i testi Iona, Il sagrestanoe La matrice, ritenuti non opere indipendenti, bensì altrettante tappe di un viaggio esistenziale. Nel 2025, quest’ultima ricerca ha assunto un’importante dimensione internazionale grazie alla partecipazione di Mateea Marin al La MaMa Umbria International Symposium for Directors, uno dei più importanti programmi dedicati a registi provenienti da tutto il mondo. L’esperienza è proseguita con una residenza artistica presso La MaMa Umbria, dove il progetto Sorescu. Sperimentaleè stato sviluppato in un contesto internazionale e successivamente presentato a Spoleto. La partecipazione a La MaMa ha rappresentato non soltanto un’opportunità di rappresentazione a livello internazionale, ma anche un contesto di approfondimento di una ricerca artistica fondata sulla sperimentazione, sul dialogo interculturale e sull’esplorazione della relazione tra attore, testo ed esperienza umana. In questo contesto, il suo metodo di lavoro è entrato in dialogo con pratiche teatrali contemporanee provenienti da tutto il mondo, consolidando una visione artistica nella quale il processo creativo nasce sempre dall’esperienza viva dell’attore e dalle domande essenziali che il testo pone sulla condizione umana.

RICHARD CECIL BUTLER è un artista e operatore culturale italiano il cui percorso si sviluppa tra teatro, performance, scenografia, pedagogia teatrale e progettazione culturale, con una crescente dimensione internazionale. Dopo la formazione triennale in recitazione presso il Centro Iniziative Teatrali del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio, con i maestri Sergio Aguirre e Manola Nifosì, ha proseguito con percorsi di approfondimento e sperimentazione teatrale, dedicandosi anche all’improvvisazione, alla regia, alla scenografia e all’arte scenotecnica. La sua formazione comprende inoltre esperienze di ricerca sul corpo e sulla voce, tra cui i workshop con Thomas Richards e la compagnia del Workcenter di Jerzy Grotowski, oltre a laboratori condotti da artisti internazionali nell’ambito della danza e della performance contemporanea.

Come interprete, Butler ha lavorato in produzioni che spaziano dal teatro classico alla ricerca contemporanea. Nel 2018 è stato protagonista dell’Ippolitodi Euripide al Teatro Romano di Fiesole, mentre nel 2019 ha partecipato all’Aiace di Sofocle, entrambe le produzioni della compagnia I Risvegliati con regia e traduzione di Giovanni Cascio Pratilli. Ha inoltre preso parte a À mon seul désir di Gaëlle Bourges e Danse de nuitdi Boris Charmatz, presentati nell’ambito del Contemporanea Festival di Prato. Parallelamente ha maturato esperienza nel teatro musicale e nella scenotecnica, collaborando alla produzione de L’Orfeo all’Inferno di Jacques Offenbach a Firenze del regista Marco Carniti.

Il percorso più recente si è sviluppato a Socolari, nel Banato, nell’ambito delle Atelierele de Antropologie TeatralăCătălina Buzoianu, dove Butler ha partecipato come studente e artista, portando in scena Il sagrestano. L’esperienza rappresenta una sintesi significativa del suo attuale percorso tra formazione, ricerca, pratica performativa e dialogo culturale tra Italia e Romania.

Informazioni sul Propatria International Festival

Fondato a Roma nel 2010, il Propatria International Festival – Giovani Talenti Romeni è una piattaforma europea per la promozione della cultura e dell’eccellenza romena. Nelle quindici edizioni precedenti, il festival ha riunito oltre 500 artisti e personalità culturali in più di 100 eventi organizzati in Romania e in varie città europee. La missione del festival è sostenere gli artisti romeni nel paese e nella diaspora, incoraggiare l’affermazione dei giovani talenti e creare contesti di dialogo tra loro, personalità internazionali, istituzioni culturali e comunità locali. Attraverso concerti, spettacoli, mostre, conferenze e il Gala dei Premi Propatria Excellence, il progetto valorizza il patrimonio culturale romeno, promuove la creazione contemporanea e riconosce la performance dei romeni che contribuiscono alla consolidazione di un’immagine aperta e preziosa della Romania nel mondo. La sedicesima edizione parte da Roma, luogo dove il festival è nato e ha costruito la sua identità, e continua in diverse città della Romania, sfruttando l’esperienza e la rete artistica internazionale sviluppata nel paese nei sedici anni di attività. Attraverso questa costruzione itinerante e il collegamento con il progetto culturale-educativo Classic for Teens, il Festival Propatria trasforma la cultura in uno strumento di diplomazia, educazione e riavvicinamento tra Romania, la diaspora e lo spazio europeo.

Organizzatore: Associazione Culturale Romeno–Italiana PROPATRIA ODV

Sotto il patrocinio di: l’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana  e l’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede e l’Ordine Sovrano Militare di Malta.

Partner: Accademia di Romania in Roma- Istituto Culturale Romeno, PropatriaVOX Associazione Romania, Pro Contemporania Association, Associazione Ataraxia, Culture Joy Association, La MaMa Umbria International, Teatro Anton Pann di Râmnicu Vâlcea, Kordelia APS Association, Università Nazionale di Belle Arti “George Enescu” di Iaşi, Città di Alba Iulia, insieme a vari partner locali impegnati nell’organizzazione degli eventi dell’edizione 2026 del festival.

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

Tel.: +39 06 320 1594

e-mail: accadromania@accadromania.it