Conferința italo–română „Romanitatea orientală și Italia din Antichitate până în secolul XX” – Ediția a VIII-a –

VIII Convegno italo–romeno di studi

La Romanità Orientale el’Italia

dall’Antichità fino al secolo XX

15–16 ottobre 2026

Accademia di Romania

Piazza José de San Martìn 1, Roma

L’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con la Facoltà di Storia dell’Università “Alexandru Ioan Cuza” di Iași, la Facoltà di Storia dell’Università di Bucarest e la Facoltà di Storia e Filosofia dell’Università “Babeș–Bolyai” di Cluj-Napoca, organizza nei giorni 15–16 ottobre 2026, avvalendosi del patrocinio dell’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, dell’Accademia Romena di Bucarest, dell’Associazione Internazionale di Archeologia Classica, e del sostegno dell’Istituto Culturale Romeno, l’VIIIª edizione del Convegno italo–romeno di studi “La Romanità Orientale e l’Italia dall’antichità fino al secolo XX”. I lavori del convegno si svolgeranno presso la Sala Conferenze dell’Accademia di Romania,Piazza José de San Martìn 1, Roma.

Programma del convegno

Giovedì, 15 ottobre 2026

Sala Conferenze dell’Accademia di Romania in Roma

Piazza José de San Martìn, 1

10:00 – Saluto dell’Ambasciatore di Romania in Italia, S. E. Gabriela Dancău

Indirizzi di saluto

Prof. Liviu–George Maha, Rettore dell’Università “Alexandru Ioan Cuza” di Iaşi

Prof. Lucreţiu Mihăilescu–Bîrliba, Preside della Facoltà di Storia

dell’Università “Alexandru Ioan Cuza” di Iaşi

Prof. Ioan–Carol Opriş, Vicepreside della Facoltà di Storia dell’Università di Bucarest

Prof. Cristian Luca, Direttore dell’Accademia di Romania in Roma

I Sessione –Presiede: Federica Rinaldi (Direttrice del Museo Nazionale Romano)

10:30 Dragoş–Alexandru Măndescu (Argeş County Museum in Piteşti)

Money for the border lands. From the workshop of Aquileia to the out skirts of Dacia: the first Roman mask padlock in Romania

11:00 Patrizio Pensabene (Sapienza Università di Roma), Javier Á. Domingo (Pontificia Università della Santa Croce)

Modelli microasiatici nella decorazione architettonica delle città militari lungo il Danubio

11:30 Alexandru Raţiu (National History Museum of Romania in Bucharest)

From Principiato Command Space: Military Headquarters and the Reorganization of Danubian Forts in Late Antiquity

12:00 Discussione

13:00 Pausa pranzo

II Sessione –Presiede: Ioan–Carol Opriş (Università di Bucarest)

14:30 Roxana–Gabriela Curcă (Alexandru Ioan Cuza University of Iași), Casandra Braşoveanu (Alexandru Ioan Cuza University of Iași)

Lexical Features of the Latin Inscriptions from Moesia Superior

15:00 Ivo Topalilov (Bulgarian Academy of Sciences)

The Thracian Influence on the Urbanisation of Roman Philippopolis

15:30 AlexandraŢârlea (University of Bucharest / Romanian Academy in Rome)

Blending in or standing out? Glass import, production and consumption during the Roman imperial period – a view from a periphery

16:00 Discussione

16:30 Pausa caffè

III Sessione –Presiede: Roxana–Gabriela Curcă (Università “Alexandru Ioan Cuza”

di Iaşi)

17:00 Chiara Cenati (Università di Vienna)

Il ritmo della guerra: paesaggi sonori della battaglia nel mondo romano

17:30 Iulian Moga (Alexandru Ioan Cuza University of Iaşi)

Polysemy of Images in Artemidorus’Oneirocritica

18:00 Emanuel Grosu (Università “Alexandru Ioan Cuza” di Iaşi)

Paulus Diaconus, De annis a principio: la storia secolare inserita nella storia sacra

18:30 Discussione

Venerdì, 16 ottobre 2026

Sala Conferenze dell’Accademia di Romania in Roma

Piazza José de San Martìn, 1

IV Sessione –Presiede: Gianluca Gregori (Sapienza Università di Roma)

10:30 Annamária–Izabella Pázsint (Babeş–Bolyai University of Cluj-Napoca), Rada Varga (Babeş–Bolyai University of Cluj-Napoca)

The beneficiarii in the civilian life of Moesia Inferior and Dacia

11:00 Lucreţiu Mihăilescu–Bîrliba (Université «Alexandru Ioan Cuza» de Iaşi)

Notes sur le beneficiarius P. Aelius Clemens

11:30 Florian Matei–Popescu (Vasile Pârvan Institute of Archaeology in Bucharest of the Romanian Academy)

The Governors of Moesia inferior during Commodus and Septimius Severus

12:00 Ioan–Carol Opriş (University of Bucharest)

The Lower Danube Limes in Romania. Distribution and typology of military sites according to geomorphologic features and deriving strategic importance in Roman times

12:30 Discussione

V Sessione –Presiede: Antonio D’Alessandri (Università Roma Tre)

14:30 Petronel Zahariuc (Université «Alexandru Ioan Cuza» de Iaşi / Institut d’Histoire«A. D. Xenopol» de Iaşi de l’Académie Roumaine)

Contributions àl’histoire du monastère de Savina dans la baie de Kotorau XVIIIe siècle, d’après certains documents vénitiens

15:00 Cristian Luca (Accademia di Romania in Roma / Università del Danubio Meridionale di Galaţi)

Saperi in movimento: missionari, professionisti e mercanti tra la Penisola italiana, Costantinopoli e i Principati Romeni nel  Sei–Settecento

15:30 Laurenţiu Rădvan (Alexandru Ioan Cuza University of Iaşi)

From Trieste to Iaşi, from a nobleman’s son to a respected engineer: Giuseppe de Baiardi

16:00 Discussione

VI Sessione –Presiede: Cristian Luca (Accademia di Romania in Roma / Università del Danubio Meridionale di Galaţi)

17:00 Sorin Grigoruţă (A. D. Xenopol Institute of History in Iaşi of the Romanian Academy)

Italian Medical Schools and their Influence on Physicians in the Romanian extra-Carpathian Space (19th century)

17:30 Remus Tanasă (Istituto di Storia “A. D. Xenopol” di Iaşi dell’Accademia Romena)

La presa d iRoma del 1870 e di romeni tra politica e simbolismo

18:00 Marian Hariuc (A. D. Xenopol Institute of History in Iaşi of the Romanian Academy)

Between cultural diplomacy and propaganda: French involvement in the activities of the Latin University in interwar Romania

18:30 Discussione


La Romanità Orientale è emersa tra la fine dell’età repubblicana e gli inizi del Principato, allorché i contatti preesistenti tra gli abitanti della Penisola italiana e le popolazioni balcaniche si consolidarono in forme giuridiche stabili, culminate nella trasformazione dei territori balcanici in province romane. Nel corso dei secoli, la Romanità ha conservato, con varia intensità, i legami originari con le comunità italiche: le fonti letterarie, epigrafiche, archeologiche e iconografiche ne testimoniano le fitte connessioni nelle loro molteplici declinazioni storiche, siano esse politiche, militari, economiche, culturali o religiose. La motivazione alla base di questo evento scientifico, la cui riuscita si rinnova in una formula a cadenza annuale, discende, da un lato, dall’inesauribile fecondità di un tema suscettibile di indagini multi- e interdisciplinari e, dall’altro, dalla straordinaria diversità tipologica delle fonti, aperte a sempre nuove esegesi e a rinnovati approcci metodologici. A tal proposito, si annoverano le cospicue testimonianze archeologiche, epigrafiche, numismatiche e iconografiche che documentano la romanizzazione diretta dello spazio balcanico e carpato–danubiano nell’epoca del Principato e nella tarda Antichità, per poi estendersi alle complesse dinamiche politiche intercorse, nel mondo medievale, tra l’Occidente, e l’Italia in particolare, e i Principati Romeni. Tale contesto propiziò l’affermazione politica, storica e artistica di un’identità condivisa, imperniata sul concetto di latinitas. Per quanto concerne l’Età moderna e i secoli XIX e XX, le varie forme di interazione trovano riscontro in un’ampia tipologia documentaria, che spazia dagli archivi diplomatici, politici e commerciali sino alle testate giornalistiche e alla produzione artistica.

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