L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia organizza, dal 26 al 31 ottobre 2026, presso la Piccola Galleria, la mostra d’arte contemporanea «Lo stato delle cose», dell’artista Elena Scutaru, a cura di Adriana Oprea.
L’inaugurazione si terrà lunedì 26 ottobre 2026, alle ore 18:00. La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 15:00 alle 19:00.
La mostra riunisce opere bidimensionali e installazioni per mezzo delle quali l’artista esplora le relazioni tra disegno e oggetto, tra immagine e spazio, nonché i processi di trasformazione e ricontestualizzazione di elementi estratti dalla realtà quotidiana. Il progetto propone un dialogo tra disegni realizzati con tecniche tradizionali, quali la matita, il pennarello e l’acquerello, e forme tridimensionali di ispirazione scultorea, costruite con materiali comuni, quali carta, fibre naturali e sintetiche, materiali tessili e oggettiready-made. Le opere bidimensionali, che l’artista considera «stati», e le installazioni concepite come «entità», sono disposte secondo relazioni di prossimità, contrasto, analogia e tensione formale. Le forme ibride, irregolari ed enigmatiche dei disegni policromi trovano una risposta negli oggetti che si sviluppano nello spazio, in un insieme che funziona come una sorta di piccola scenografia. Le testure e i materiali vengono messi in relazione tra loro, mentre carta, fibre, materiali tessili ed elementi organici si incontrano in un processo di mescolanza e trasformazione, nel quale ciò che è familiare assume una presenza estranea e l’oggetto quotidiano diventa portatore di una nuova valenza formale e simbolica.
«Lo stato delle cose» indaga così alcuni temi ricorrenti nella pratica artistica di Elena Scutaru, come l’ibridità, la fragilità e la durata, la resistenza e la provvisorietà, la permanenza e l’effimero. I materiali comuni, privi di sfarzo, vengono sottratti al loro contesto abituale e riconfigurati attraverso il rapporto con il disegno e con lo spazio espositivo. L’artista esplora la possibilità di generare, attraverso gesti semplici e combinazioni inaspettate, forme e situazioni aperte, sperimentali e non definitive. La pratica artistica dell’artista si sviluppa, nel corso di diversi decenni, attorno all’installazione e all’effimero, all’accidentalità e alla precarietà, alle tecniche miste, all’assemblaggio e all’ibridità. L’artista dedica una costante attenzione ai materiali d’uso comune e ai contesti provvisori, esplorandone tanto le dimensioni ecologiche e spirituali quanto la relazione tra oggetto, spazio, ambiente e spettatore. La sua attività si svolge sia in studio, tramite opere bi- e tridimensionali, sia nello spazio pubblico, nella natura o in specifici contesti espositivi. Al centro della sua ricerca si trovano ciò che l’artista definisce «l’inespresso», «l’invisibile» e «l’intatto». L’interesse per le forme originarie della creatività, per il disegno infantile e per l’espressione spontanea degli «stati» costituisce una dimensione riconoscibile della sua opera.
Elena Scutaru è artista e docente universitaria, con una pratica artistica incentrata sulla scultura, l’installazione, le tecniche miste, l’assemblaggio e l’ibridità. Ha studiato scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bucarest tra il 1988 e il 1995 e ha proseguito la propria formazione ad Aquisgrana e a Vienna nel 1993 e nel 1994. Dal 1998 è docente presso l’Università Nazionale delle Arti di Bucarest e nel 2009 ha conseguito il titolo di Dottore in Arti Visive. Nel 2019 ha ricevuto il Premio Nazionale per la Scultura, conferito dall’Unione degli Artisti Plastici della Romania. Tra i suoi progetti recenti figura la mostra personale «Rifugio temporaneo», presentata presso il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Bucarest nel 2022.
Adriana Oprea è storica dell’arte, curatrice, critica d’arte e museografa-archivista presso il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Bucarest, dove lavora dal 2006. Da oltre due decenni collabora con artisti, pubblicazioni e istituzioni artistiche in Romania e all’estero e contribuisce alla documentazione della produzione recente degli artisti romeni contemporanei. Membro dell’Associazione Internazionale dei Critici d’Arte (AICA) dal 2013, ha curato prevalentemente progetti di artiste contemporanee.